domenica 17 febbraio 2013

RACCONTO SUL GIOVANE DANTE

In questa antologia, dedicata alle erbe officinali, è presente un mio racconto sul vischio, dove il protagonista è un giovanissimo Dante Alighieri. L'antologia, a cura di Delmiglio Editore, verrà presentata SABATO 18 MAGGIO al Salone del Libro di Torino! La messa già volgeva il disio ai predicanti ma Dante era ancora rapito nelle sue fantasie che comprendevano angeli, beati, madonne trionfanti e volte stellate nelle quali risuonavano i cori celesti. Fu la voce del celebrante che recitava “Ite, missa est” al quale il padre rispose con un “Deo gratias” particolarmente soddisfatto al quale unì di sua sponte un risoluto calcio negli stinchi del figlio per riportarlo sulla terra. Si bagnarono le dita nell’acquasantiera e si avviarono all’uscita, pronti ad affrontare la schiera di mendicanti che li stavano attendendo per chieder loro la questua. Dante aveva già pronta una moneta e stava per darla ad uno storpio quando, spinto da chi gli stava dietro, gli cadde di mano: fu una ressa di corpi, bastoni, esseri sciancati e deformi che lottavano come belve per quel soldo che gli era sfuggito. Fu un groviglio di diverse lingue, orribili favelle, parole di dolore, accenti d’ira che lo paralizzò impedendogli qualsiasi reazione. Un attimo dopo una voce, certamente un angelo. “Credo che questa moneta sia tua” A Durante di Alighiero degli Alighieri il cuore si fermò e per un eterno istante contemplò il paradiso senza poter rispondere, smarrito negli occhi che lo stavano fissando: tanto gentile e tanto onesta gli pareva... “E’ tua questa moneta? Ti è caduta?” “La moneta…” “Si, questa” lei tendeva la mano e lui da quella mano si sarebbe fatto condurre anche all’inferno.

1 commento:

Anonimo ha detto...

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